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Intervista doppia: Riccardo Scandellari e Franz Russo

Margherita Zama

Ne abbiamo parlato durante il workshop #LaunchmetricsPR: i social network e i nuovi media hanno cambiato il modo in cui comunichiamo, i suoi mezzi e messaggi. Per adattarsi a questa rivoluzione, anche i professionisti della comunicazione hanno dovuto (o stanno cominciando) a cambiare la maniera in cui svolgono il loro lavoro quotidiano.
Sempre di più, per comunicare con i nostri messaggi, che sia il lancio di un nuovo prodotto o semplicemente farci conoscere, i brand cercano di rivolgersi ai cosidetti influencer. Ma chi sono davvero? E soprattutto, come facciamo ad entrare in contatto e comunicare con loro? Non è semplice rispondere a questo domande e per questo motivo abbiamo deciso di vederci più chiaro, chiedendo a due blogger influenti nel loro settore (e che avevamo già inserito nella nostra lista dei 10 bloggers più influenti del marketing e dei social media):

  • Riccardo Scandellari, conosciuto come Skande, parla nel suo blog di marketing e comunicazione online. Un vero riferimento online!
  • Franz Russo, il sempre sorridente blogger che si nasconde dietro In Time, nel quale decripta le ultime novità sui social media, il web marketing e non solo.

Finite le presentazioni (come se ne avessero bisogno), passiamo subito alle domande e alle risposte!

Blogger di professione, in che modo i social media hanno cambiato la tua vita?

Riccardo Scandellari: “Al contrario di molti colleghi sono nato come blogger in un’epoca in cui i social erano già ben presenti nel panorama della comunicazione digitale. Ho visto tutte le epoche del web, i primi siti con fondo grigio, quelli fatti con tecnologia Flash, passando per i forum e quotidiani online ho visto crescere l’importanza di ottenere una buona immagine online, coerente e che trasmetta valore”.

Franz Russo: “In maniera radicale direi. I Social Media sono per me strumenti fondamentali per far conoscere il mio blog, quello che scrivo, quello che faccio. Sono estremamente utili per diffondere i propri contenuti, specie per un blogger come me. Di conseguenza, cambiano e amplificano la portata dei nostri contenuti, ma al tempo stesso hanno bisogno di un monitoraggio completo e costante. Di fatto un’altra attività.”

Il termine “influencer” è ormai sulla bocca di tutti, ma qual è secondo te la definizione corretta di influencer?

RS: “L’influencer è una persona che ha creato attorno a sé una comunità di persone, piccola o grande che sia risulterà influente e affidabile se avrà costruito una reputazione verticale su un determinato argomento.”

FR: ” Influencer è colui che ha delle conoscenze e delle competenze tali per cui riesce ad attrarre l’attenzione degli utenti alla ricerca di informazioni relative a quell’argomento specifico. L’influencer è quindi capace più di altri di veicolare un certo tipo di messaggi grazie proprio alle sue conoscenze e grazie al modo in cui sa muoversi sul web e sui Social Media.”

Ti consideri un influencer? Perché si o perché no?

RS: “Si perché lo siamo tutti, non vedo perché solo io non dovrei esserlo. Abbiamo tutti la capacità di influenzare le decisioni e i comportamenti di chi ci reputa affidabili. Il problema è quanto pubblico saremo riusciti a convincere.”

FR: “Spesso vengo contattato da aziende e da brand che vogliono coinvolgermi in loro attività come influencer. E cerco sempre di analizzare bene la campagna che mi si propone con quello che in realtà so fare. In questi anno di attività di blogging mi sono posizionato per un certo tipo di argomenti e un certo tipo di settori, per il fatto che gran parte della mia attività, da blogger, è quella di scoprire, scovare informazioni utili e diffonderle. E spesso per questo vengo visto come influencer.”

In che modo la rivoluzione digitale ha fatto evolvere la relazione tra brand e influencer?

RS: “Siamo ai primi passi in questa direzione, passi incerti in cui ancora non si è capito bene come sfruttare questi nuovi media. I brand vedono un’opportunità, anche se con diffidenza questo nuovo modo di generare il passa parola. Il segreto di tutto sta nella misurazione, la capacità di propagare e creare conversazioni misurabili è fondamentale per poter investirci.

FR:In maniera decisiva mi viene da dire. Nel senso che la comunicazione digitale, quella che è nata con il web 2.0 a venire avanti, ha dato modo al brand di scoprire un modo nuovo di dialogare, più diretto e più vicino ai clienti/utenti che in genere sono il loro target. E tra questi c’è anche la possibilità di poter agganciare gli influencer per fare in modo che il loro potenziale target arrivi attraverso una comunicazione specifica portata avanti da figure competenti che sanno, anche per esperienza, di cosa parlano. Però questo avviene quando davvero c’è una ricerca mirata e approfondita di quel tipo di influencer. Mentre in alcuni casi si sceglie la via più breve, cioè contattare persone con un grosso seguito, ma che di fatto non hanno molta sintonia con il servizio/prodotto o argomento da veicolare.”

Quando una marca ti contatta, che cosa ti spinge ad accettare la sua proposta e a iniziare una collaborazione?

RS: “La mia reputazione è fondamentale, se la perdessi non potrei più lavorare. Sul blog respingo il 90% delle proposte e tengo solo quelle in cui credo veramente, non posso permettermi di fare promozione su servizi che non mi convincono realmente.”

FR: “Senza dubbio, la prima cosa che valuto è se quella collaborazione è davvero in linea con quello che faccio e con il mio modo di comunicare e di condividere. Spesso le richieste che ricevo non sono proprio attinenti, forse si basano solo su un limitato numero di dati. Le campagne cui ho partecipato con successo, rispondevano certamente al requisito della sincronizzazione tra quello che fa il brand e quello che può fare l’influencer. Quando questo accade, allora il risultato è quasi sempre positivo.”

Quali sono secondo te le buone pratiche da attuare (cosa fare e cosa evitare) nella relazione con i brand? E quali quelle che i brand dovrebbero considerare nel rapporto con gli influencer?

RS: I brand nell’avvicinare un influenzatore del settore devono convincerlo con la bontà del prodotto/servizio prima che con l’eventuale compenso/regalo, se il blogger è molto conosciuto sarà molto attento a sostenere un prodotto che non lo convince e al 99% lo rifiuterà.

FR: Nella relazione con brand vale sempre la pena essere sé stessi, chiari e trasparenti. E quindi, in virtù anche di quello che abbiamo detto fino ad ora, è sempre opportuno valutare la collaborazione che è offerta e dopo di che agire sempre con il modo attraverso il quale si è ormai riconoscibili. Provare a fare altro, molto spesso è dannoso. Per quanto riguarda i brand, invece, consiglio sempre di contattare davvero figure che sia in linea con l’argomento, con il modo di comunicare del brand e non basarsi solo su dati numerici. I numeri per questo tipo di attività servono, ma devono anche essere valutati in un cotesto specifico.

Speriamo che questa breve intervista vi sia stata utile e, mi raccomando, non esitate a lasciarci un commento con le vostre domande o le vostre riflessioni! Ancora un grande ringraziamento a Skande e Franz Russo per aver risposto alle nostre domande!

Riccardo Scandellari e Franz Russo 2

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