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La tecnologia RFID: 5 modi in cui i brand di moda la utilizzano

Rosanna Ryan

L’utilizzo della tecnologia RFID nell’industria della moda va diffondendosi sempre di più e si sta dimostrando un modo ingegnoso per risparmiare tempo e denaro. 

L’industria della moda è purtroppo nota la lentezza con la quale si adegua alle novità tecnologiche. Quando, però, i leader di settore scelgono di integrarla nei propri processi credendoci davvero, finiscono con il trasformare il proprio modus operandi, tanto da essere proiettati ad anni luce di distanza rispetto alla concorrenza. Così come accade per ogni altra attività, più un’azienda di moda funziona in modo efficiente, più risparmia tempo e denaro. Ed ecco perché implementare la tecnologia RFID è assolutamente d’obbligo.

Non si può dire che l’RFID sia proprio l’ultima novità dal punto di vista tecnologico: pare che risalga addirittura alla Seconda Guerra Mondiale, quando veniva utilizzata per dare l’allarme all’avvicinarsi degli aerei nemici. Il sistema è estremamente efficace per memorizzare le informazioni in formato digitale; i dati memorizzati vengono poi condivisi tra diversi oggetti tramite campi elettromagnetici e onde radio. Ma, un momento: cosa c’entra tutto questo con il fashion?

Le aziende di moda stanno ottimizzando le proprie attività utilizzando i tag RFID per:

  • Contrastare la contraffazione dei prodotti
  • Migliorare l’esperienza d’acquisto in negozio
  • Tenere sotto controllo le scorte di magazzino e velocizzare il riapprovvigionamento
  • Tener traccia dei campioni
  • Organizzare eventi

Contrastare la contraffazione dei prodotti

Che l’industria della moda subisca enormi perdite a causa dell’attività di contraffazione, non è una novità. Solo in Europa, il settore perde approssimativamente 26,3 miliardi di euro l’anno e circa 363.000 posti di lavoro diretti.

La missione di Salvatore Ferragamo nel combattere i falsi ha spinto l’azienda a trovare dei modi per garantire l’autenticità del prodotto, e qui entra in gioco l’RFID. L’azienda ha cominciato ad inserire dei microchip all’interno dei propri prodotti sin dal 2014, il che non solo le ha consentito di verificarne l’autenticità sottoponendoli a scansione, ma anche di monitorarli. Moncler ha cominciato ad utilizzare questa tecnologia con il medesimo obiettivo: fornire ai propri consumatori un’app o un servizio web tramite il quale potessero sottoporre a scansione i loro articoli appena acquistati.

Migliorare l’esperienza d’acquisto in negozio

I retailer e i brand di moda che continuano a darsi un gran da fare per attirare i clienti nei loro negozi fisici, devono fare i conti con il fatto che  oggigiorno, se non si offre un’esperienza d’acquisto in grado di far parlare di sé, si viene tagliati fuori.

Alcuni leader del settore, come Burberry, Ralph Lauren e Rebecca Minkoff, hanno scoperto dei metodi innovativi per trasformare la loro “customer experience” in un viaggio nel futuro.

  • Nei punti vendita – Come riportato da Forbes, Burberry applica delle etichette RFID ai prodotti presenti nei suoi 500 negozi distribuiti in 50 Paesi, così da comunicare con gli smartphone dei clienti e fornire informazioni su come questi capi vengono prodotti o dare consigli su come indossarli od utilizzarli.
  • Nel camerino di prova Vi è mai capitato di provare qualcosa in un negozio per poi chiedervi se fosse disponibile in una taglia o in un colore diverso? Nel flagship store di Ralph Lauren a Manhattan, tutto quello che dovete fare è portare un articolo nel camerino di prova e la sua tecnologia RFID provvederà ad identificare ciò che stringete tra le mani. Su uno schermo apparirà su uno schermo l’elenco dei colori e delle taglie disponibili, rispondendo alle vostre domande prima ancora che possiate porle.
  • Checkout fai-da-te Rebecca Minkoff utilizza l’RFID per garantire ai clienti un’esperienza d’acquisto priva di stress e  lunghe code in cassa. Grazie all’installazione di tavoli RFID e iPad in negozio,  non bisogna fare altro che posare l’articolo che si desidera acquistare sul tavolo e la tecnologia lo identificherà, consentendo di pagarlo tramite l’iPad.

Tenere sotto controllo le scorte a magazzino e rifornire rapidamente i negozi

Inditex, il gigante del fast-fashion mondiale, ha già dato numerose prove di essere un leader in fatto di efficienza e, il suo modo di utilizzare la tecnologia RFID ne è l’ennesima dimostrazione. Etichettando i propri capi d’abbigliamento con gli RFID, Inditex consente allo staff di sapere esattamente dove siano gli articoli all’interno del magazzino e di controllare quando questo debba essere rifornito. Il magazzino viene informato automaticamente di quali prodotti deve riapprovvigionarsi quando qualcosa viene acquistato, ma coloro che gestiscono le scorte possono fare l’inventario impiegando meno di un sesto del tempo impiegato in precedenza. Poter disporre di un simile livello di controllo sul proprio magazzino significa sapere esattamente cosa sia necessario produrre o riordinare, evitando così errori di valutazione e spese inutili.

Le etichette RFID sono presenti in tutti i negozi Zara di Inditex e ci sono progetti in corso per implementare questa tecnologia anche negli altri negozi del brand.

Tener traccia dei campioni

Se Inditex utilizza gli RDIF per monitorare le proprie scorte, altri brand stanno, invece, inserendo queste etichette nei loro campioni per poter tenere sotto controllo i loro preziosi prototipi. Quando le aziende di moda crescono fino al punto in cui iniziano a spedire campioni un in tutto il mondo, ad esempio per la realizzazione di vari contenuti editoriali o eventi, c’è un notevole rischio che questi articoli vadano perduti. Fortunatamente ci sono delle piattaforme di monitoraggio dei campioni che utilizzano le etichette RFID per controllare esattamente quali prodotti abbiano lasciato lo show-room, dove siano, se stanno tornando in atelier o se siano stati smarriti. Grazie a questa innovazione, le aziende di moda hanno registrato un calo dell’85% dei campioni smarriti.

Organizzare eventi

Nell’industria della moda, gli inviti cartacei hanno ancora un certo fascino, ma il modo in cui vengono progettati sta cambiando. Se vi è capitato di partecipare ad un evento di moda nell’ultimo paio d’anni, potreste aver già utilizzato un invito con codice a barre, che viene letto all’ingresso dell’evento.

Tuttavia, gli event planner più lungimiranti stanno cominciando ad implementare la tecnologia RDIF e il software per l’organizzazione di eventi per ottimizzare la procedura di check-in. Le etichette vengono inserite in modo discreto all’interno degli inviti, invisibili ad occhio nudo, e all’ingresso vengono utilizzate delle antenne per rilevare l’arrivo di qualcuno che possiede un invito. Viene inviato un segnale al telefono dell’organizzatore dell’evento e sullo schermo appaiono le informazioni relative all’ospite con l’indicazione di dove deve essere fatto accomodare e altri dettagli utili. Questo sistema si rivela di gran lunga più efficiente per effettuare il check-in ad un evento, dal momento che gli invitati non hanno neanche il bisogno di estrarre il proprio invito dalla borsa o dalla tasca, poiché l’RDIF penserà a tutto.

Molto presto assisteremo alla comparsa di un’altra tecnologia innovativa e tutti gli aspetti delle attività del settore della moda verranno nuovamente modificati. Ma, per ora, siamo davvero entusiasti di come l’RFID stia trasformando e ottimizzando le procedure.

E voi, in quali altri modi avete visto utilizzare la tecnologia RFID nel settore? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto!

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Rosanna RyanContent & Social Media Manager

Rosanna è autrice di “The Fashion English Bible”, una guida in Inglese per professionisti della moda di lingua spagnola. Ha studiato fashion allo SCAD e lavorato nel settore a New York, Londra e ora Madrid. Attualmente tiene anche corsi agli studenti di fashion design del Centro per il Fashion Design (Politecnico di Madrid).

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