Da fuori, i settori Fashion, Lifestyle e Beauty appaiono dinamici e in continua evoluzione. Dietro le quinte, però, la gestione dei campioni, delle scorte e degli eventi richiede spesso ancora troppo lavoro manuale.
Quando il tempo è una risorsa preziosa, processi poco efficienti possono rallentare le attività quotidiane, aumentare il rischio di errori e far perdere occasioni importanti. E nessun brand può permettersi di sprecare tempo o denaro (o entrambi).
Secondo McKinsey, l’RFID può migliorare l’accuratezza dell’inventario di oltre il 25% e ridurre del 10-15% le ore di lavoro dedicate alla gestione delle scorte.
È anche per questo che la tecnologia RFID è passata dall’essere uno strumento utilizzato principalmente nei magazzini a una soluzione impiegata in molte attività dei settori FBL. Oggi viene usata per tracciare campioni, organizzare eventi, seguire i prodotti lungo la filiera, gestire i passaporti digitali di prodotto e molte altre attività fondamentali.
Cos’è l’RFID?
Anche se negli ultimi anni se ne parla sempre più spesso, l’RFID (dall’inglese “Radio Frequency Identification”, identificazione a radiofrequenza) non è una tecnologia recente. Le sue origini risalgono infatti alla Seconda Guerra Mondiale, quando venivano impiegati sistemi basati sulle onde radio per identificare gli aerei in avvicinamento.
Oggi l’RFID viene usata in molti ambiti dei settori FLB, dalla gestione dei magazzini alle attività di PR, fino alle esperienze offerte ai clienti nei punti vendita. Infatti, questa tecnologia permette di identificare e tracciare automaticamente prodotti e altri articoli grazie a piccoli tag che comunicano tramite onde radio.
A differenza dei tradizionali codici a barre o codici QR, l’RFID non richiede una scansione diretta: prodotti, campioni, inviti o badge possono essere rilevati automaticamente dagli appositi lettori, che ne registrano la presenza e i movimenti.
Ogni tag RFID contiene informazioni associate a uno specifico prodotto, campione o articolo. Collegando questi dati a una piattaforma dedicata, è possibile sapere in ogni momento dove si trova un oggetto e seguirne gli spostamenti.
Come si è evoluta la tecnologia RFID per l’abbigliamento?
Per molti anni, l’RFID è stata utilizzata soprattutto per la gestione delle scorte e delle attività di magazzino. Tuttavia, con la riduzione dei costi dei tag e l’evoluzione delle piattaforme software, questa tecnologia ha iniziato a trovare applicazione in un numero sempre maggiore di attività legate al retail e all’e-commerce.
Oggi l’RFID va ben oltre la gestione delle scorte. I brand dei settori Fashion, Lifestyle e Beauty la usano per gestire il traffico di campioni, velocizzare il check-in agli eventi, rendere più interattiva l’esperienza in negozio, semplificare le procedure di acquisto e seguire il percorso dei prodotti lungo tutta la filiera.
6 applicazioni dell’RFID nel settore Fashion
Come già accennato, l’RFID è ormai entrata a far parte delle attività quotidiane di molti brand dei settori Fashion, Lifestyle e Beauty. Vediamo alcuni degli ambiti in cui viene impiegata più frequentemente.
1. Tracciamento dei campioni

Tra showroom, shooting, stylist, eventi e prestiti alla stampa, i campioni possono passare di mano decine di volte prima di tornare in azienda. Quando il tracciamento si basa su fogli Excel, e-mail e scambi continui tra persone e reparti, perdere il controllo della situazione è più facile di quanto si pensi.
È proprio per evitare questo tipo di problemi che molti brand hanno iniziato a implementare la tecnologia RFID per l’abbigliamento. Associando un tag a ogni campione e registrandolo sul software, è possibile capire subito dove si trova un articolo, quando è stato spedito e quando è rientrato, semplificando la gestione di prestiti, spedizioni e inventario e riducendo il rischio di smarrimenti.
I risultati ottenuti da Pinko mostrano bene i vantaggi di questo approccio. Grazie al software di gestione del campionario di Launchmetrics e all’ RFID, l’azienda è riuscita a ridurre il lavoro manuale, velocizzare la gestione dei campioni e migliorare la collaborazione tra i diversi reparti.
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2. Gestione delle scorte e dell’inventario
Per molti brand FLB, sapere con precisione quali prodotti sono disponibili, dove si trovano e quando devono essere riassortiti può diventare una vera sfida.
Quando queste informazioni non sono aggiornate o vengono gestite attraverso strumenti diversi, si rischia di ritrovarsi con articoli che mancano in alcuni punti vendita e abbondano in altri.
L’RFID permette di tenere sotto controllo i prodotti lungo tutta la filiera, dal magazzino al punto vendita. Grazie ai tag applicati ai singoli articoli, è possibile verificare più rapidamente le disponibilità, individuare eventuali errori e avere un quadro più preciso delle scorte.
Avere sempre sotto controllo le scorte aiuta i brand presenti sia online che nei negozi fisici a dedicare meno tempo a verifiche e inventari e a semplificare i riassortimenti.
3. Check-in agli eventi

Dalle sfilate ai lanci di prodotto, l’accoglienza degli ospiti è uno dei momenti più delicati di qualsiasi evento; code all’ingresso, liste da controllare e verifiche manuali possono compromettere l’esperienza fin dai primi minuti.
L’RFID è in grado di velocizzare check-in: basta inserire un tag all’interno dell’invito per riconoscere automaticamente gli ospiti al loro arrivo, senza obbligarli a mostrare codici o documenti.
Oltre a ridurre i tempi di attesa, questo sistema permette di identificare immediatamente gli ospiti e di consultare tutte le informazioni utili per l’accoglienza, dall’assegnazione dei posti alle eventuali richieste particolari.
Launchmetrics integra la tecnologia RFID all’interno del suo software di gestione eventi sviluppato per i settori Fashion, Lifestyle e Beauty. Secondo l’ultimo report Launchmetrics Events, l’RFID può ridurre il tempo medio di check-in a soli 7,17 secondi per ospite e ridurre code e tempi di attesa all’ingresso.
4. Camerini interattivi
Chi prova dei capi in negozio si trova spesso a cercare una taglia diversa o a chiedersi se un articolo sia disponibile anche in altri colori.
Grazie all’RFID, il camerino può diventare uno spazio più interattivo: quando un articolo viene portato all’interno, appositi schermi lo riconoscono automaticamente e mostrano informazioni utili, come le taglie disponibili, le varianti di colore o suggerimenti per completare l’outfit.
Brand come Hugo Boss, Ralph Lauren e Burberry hanno già sperimentato l’uso dell’RFID nei camerini per offrire informazioni aggiuntive sui prodotti e rendere più semplice l’esperienza d’acquisto. Per i clienti significa trovare più rapidamente le informazioni che cercano, senza dover uscire o chiedere assistenza al personale.
5. Casse automatiche
Fare la fila alle casse può mettere a dura prova la pazienza dei clienti, soprattutto nei giorni e negli orari più frequentati.
Grazie ai tag RFID sull’abbigliamento, il pagamento può avvenire in modo molto più rapido: brand e retailer come Uniqlo, Decathlon e Zara hanno adottato sistemi che riconoscono automaticamente tutti gli articoli appoggiati sulla postazione di pagamento, senza doverli scansionare uno alla volta.
Questo tipo di soluzione è particolarmente utile nei negozi con elevati volumi di vendite, dove anche pochi secondi risparmiati per ogni cliente possono fare la differenza.
6. Passaporto digitale dei prodotti
Sempre più brand stanno adottando i passaporti digitali di prodotto per raccogliere e condividere informazioni sui loro prodotti.
I passaporti digitali di prodotto (DPP) sono una delle novità più recenti per il settore Fashion. Nell’ambito del regolamento ESPR, l’Unione Europea ha infatti individuato il settore tessile come una delle categorie prioritarie per l’introduzione del Digital Product Passport, con i primi requisiti attesi a partire dal 2027.
Associando un tag RFID all’abbigliamento, è possibile collegare ogni capo a una scheda digitale con informazioni come i materiali utilizzati, il luogo di produzione o le istruzioni per la cura del prodotto. I clienti possono accedere a queste informazioni in qualsiasi momento e utilizzarle anche per facilitare attività di riparazione, rivendita o riciclo.
Il futuro della tecnologia RFID
Se un tempo l’RFID veniva usata quasi esclusivamente per la gestione delle scorte, oggi trova applicazione in numerosi ambiti del settore Fashion, dal tracciamento dei campioni all’organizzazione degli eventi fino ai passaporti digitali di prodotto.
La riduzione dei costi e la continua evoluzione delle soluzioni software hanno contribuito a renderla una tecnologia sempre più versatile, aprendo la strada a nuove applicazioni sia nei punti vendita sia nelle attività svolte dietro le quinte.
Launchmetrics aiuta i brand Fashion, Lifestyle e Beauty a integrare la tecnologia RFID nella gestione dei campioni e degli eventi. Dalla movimentazione dei campioni ai check-in degli ospiti, tutte le informazioni vengono raccolte in un unico sistema, offrendo una visione più chiara delle attività svolte e dei risultati ottenuti.
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