Open innovation e trasformazione digitale nelle industrie di moda e beauty

Giustina Ciccariello

Il fenomeno dell’open innovation, iniziato a svilupparsi da ormai quasi 20 anni, consiste nel ricorrere a risorse provenienti dall’esterno per creare valore all’interno della propria azienda. Con l’accelerazione della trasformazione digitale, molti brand si sono rivolti a startup e partner strategici per restare al passo con i cambiamenti del mercato ed innovarsi.

Nelle industrie della moda, del lusso e del beauty, sempre più brand continuano a voler integrare nuove competenze tecnologiche, soluzioni e strumenti, direttamente dall’esterno. Lo scorso luglio abbiamo discusso del tema insieme a Stefano Galassi – Managing Director Startupbootcamp Global FashionTech, nella nostra LinkedIn Live Chat dedicata a “L’Ecosistema dell’Open Innovation per il Settore della Moda e del Lusso“.

open innovation

Per raccontare meglio il fenomeno, abbiamo riportato di seguito alcune iniziative di cinque brand dell’industria, che hanno introdotto importanti innovazioni all’interno della propria offerta, grazie alle nuove tecnologie provenienti dall’esterno. Vediamo di cosa si tratta nello specifico!

Il programma di Open Innovation di L’Oréal

Il beauty brand L’Oréal crede fortemente che la collaborazione sia la chiave per innovare meglio e più velocemente. Ecco perché l’azienda ha sviluppato un programma dedicato all’open innovation attraverso una serie di partnership con startup tecnologiche, di cui si serve per co-creare il futuro della bellezza. Sul sito L’Oréal è possibile accedere alla sezione dedicata e scoprire di più sulle iniziative e le offerte sviluppate durante gli anni, come ad esempio l’algoritmo di invecchiamento della pelle che segue una scala di riferimento del dermatologo per fornire una prescrizione personalizzata di cura della pelle.

Inoltre, dal 2018 L’Oréal è sponsor ufficiale dell’acceleratore globale del settore beauty, STATION F, tramite cui supporta le startup in ambito BeautyTech per proporre nuovi servizi di marca.

Il lancio dei primi occhiali NFT di Ray-Ban

Vídeo: Ray-Ban Stories: the new way to capture, share & listen

Welcome back to the moment. ​Discover our first generation of smart glasses that keeps you connected. So you can keep your eyes on the world around you. ​Created in collaboration with Facebook, #RayBanStories are the new way to capture, share and listen.​

 

Lo scorso ottobre, il brand del gruppo Luxottica ha presentato il primo occhiale Ray-Ban sviluppato con la tecnologia NFT. Si tratta di un prodotto virtuale, progettato dall’artista tedesco Oliver Latta, noto per i suoi provocatori disegni in 3D. Con l’utilizzo dell’innovativa tecnologia, il marchio è in pochi giorni riuscito a generare un buzz mediatico che ha coinvolto i consumatori al di là del semplice acquisto di prodotti. Ray-ban ha poi ospitato una vendita all’asta digitale sul più grande marketplace NFT del mondo, OpenSea, devolvendo il ricavato in beneficenza.

Con questa mossa strategica, Ray-Ban sarà ricordato come il brand di eyewear pioniere del movimento NFT, e non solo. Poco prima del lancio degli occhiali NFT, infatti, il marchio aveva fatto notizia per la sua collaborazione con Facebook, insieme al quale aveva sviluppato i Ray-Ban Stories: gli occhiali intelligenti in grado di catturare foto e video, condividere avventure e ascoltare musica con un solo click.

Prada investe sulle startup

L’innovazione è per Prada parte integrante del modello di business. Da quando Lorenzo Bertelli ha iniziato ad interessarsi maggiormente degli affari di famiglia, diventandone il capo del marketing e della comunicazione, l’approccio innovativo di Prada si è radicalmente evoluto. A cominciare dal 2019, quando il Gruppo Prada è diventato il partner principale dello Startupbootcamp FashionTech di Milano.

Credendo fortemente nell’importanza delle startup come driver dello sviluppo futuro, Bertelli si è mostrato fin da subito propenso a creare una cultura digitale all’interno dell’azienda. Secondo l’Head of Marketing di Prada, una delle sfide più grandi per i brand di moda è quella di integrare l’innovazione con l’esperienza fisica del retail. E le startup native digitali, sono in grado di anticipare le esigenze delle nuove generazioni integrando i servizi digitali con quelli retail.

Inoltre, dal punto di vista tecnologico, Prada ha più volte dimostrato di saper riconoscere l’importanza del tema. All’inizio di quest’anno, ad esempio, per la presentazione della collezione autunno-inverno 21, è stato creato uno spazio virtuale dal quale il brand ha diffuso la sfilata, servendosi del potere del web e dei social network. Nonostante le perplessità iniziali, la scelta innovativa ha permesso, attraverso la tecnologia, di coinvolgere lo spettatore e l’acquirente in prima persona.

La collezione “Genesi” di Dolce & Gabbana

Oltre a Ray-Ban, anche Dolce & Gabbana ha scelto di puntare sugli NFT per lanciare la prima collezione del marchio nel settore dei token non-fungibili. Con l’aiuto di UNXD, l’esclusivo marketplace di NFT dedicato alla moda e al lusso, Dolce & Gabbana ha rilasciato “Genesi”, la collezione di moda digitale più costosa fino ad oggi.

I 9 irriproducibili pezzi della collezione sono stati presentati durante la sfilata di Alta Moda, segnando ufficialmente l’entrata di Dolce & Gabbana nel mondo degli NFT.

Balenciaga lancia una business unit dedicata al metaverse

Qualche ora fa, Cédric Charbit, CEO di Balenciaga, ha annunciato di voler creare una business unit dedicata solo ed esclusivamente alle opportunità offerte dal metaverso. Già dalle recenti mosse strategiche, come collaborazione con Epicgame per il lancio della collezione dedicata al videogioco Fortnite, la maison francese aveva dimostrato di abbracciare una visione fortemente innovativa e di guardare al tema della realtà virtuale come un’importante opportunità per il business.

Per Cédric Charbit e per molti altri leader dell’industria, i nuovi scenari virtuali, il metaverso e gli NFT, saranno presto incorporati in attività ed operazioni con cui i brand della moda, del lusso e del beauty avranno a che fare quotidianamente. Non a caso, la pandemia ha inevitabilmente accelerato tali processi, vedendo la rivoluzione della moda virtuale compiersi prima del previsto!

Ti vengono in mente esempi di altri brand che grazie al fenomeno dell’open innovation sono riusciti ad integrare soluzioni e offerte innovative all’interno dei loro business? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

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