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Un approfondimento sul MIV: Il Royal Wedding e #TheFerragnez

Rosanna Ryan

Per Launchmetrics è stata una settimana davvero entusiasmante, anche grazie alla stampa di tutto il mondo che ha riportato i nostri dati sul matrimonio dei #TheFerragnez. E, dato che ci sono arrivate molte richieste di maggiori informazioni, vogliamo approfittare di questa occasione per spiegare meglio come funzioni il nostro Media Impact Value (MIV) generato dall’audience.

Nella moda, nel lusso e nella cosmetica, i professionisti delle PR e della comunicazione lavorano senza sosta per identificare gli influencer e le celebrity giuste con le quali collaborare, per generare coverage per i loro brand. Noi di Launchmetrics cerchiamo di misurare le campagne, i lanci prodotto e altre attività di marketing per offrire ai nostri clienti una visione chiara del successo delle loro azioni.

Il nostro team di Analisti Dati utilizza gli strumenti di monitoraggio e il nostro algoritmo di proprietà (MIV) per assegnare un valore monetario ad ogni tipo di post, che sia su online, social o carta stampata. Questo processo tiene conto di diversi fattori, sia quantitativi che qualitativi, in base alla qualità del post, del contenuto, alla qualità della citazione (positiva o negative) e molti altri dettagli. L’obiettivo di questo intero processo è quello di calcolare il ROI delle strategie di un lancio prodotto su tutti i canali, con la maggior precisione possibile.

Grazie al nostro monitoraggio dati e al calcolo del MIV, aziende come Dior possono sapere che aver vestito Chiara Ferragni il giorno del suo matrimonio è stata una collaborazione azzeccata che ha generato oltre $5.2 milioni in termini di MIV per il brand. Il coverage si è talmente concentrato sui vestiti indossati da Chiara che il MIV di Dior rappresenta il 15% dell’impatto globale generato dal matrimonio dei #TheFerragnez.

Ma è stato citato anche il Royal Wedding. Se è vero che il MIV di Givenchy rappresenta il 7% del media impact globale generato dalle nozze di Meghan Markle con il Principe Harry, il valore monetario totale per Givenchy è stato di oltre $22.6 milioni. Quindi, sebbene la percentuale di Givenchy sul MIV totale sia inferiore, il valore monetario è stato quattro volte maggiore a causa dell’intero volume del coverage delle nozze reali.

 

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We just couldn’t help ourselves! After all the buzz we’ve seen about the #royalwedding we decided to crunch the numbers. In the words of @bof “It’s beginning to seem as if Ms. Markle [now the Duchess of Sussex] could be the most influential of all.” And this couldn’t be more true, after seeing the incredible engagement she sparked across social platforms for @givenchyofficial & @stellamccartney. Here’s the breakdown of how many interactions happened on social media from May 18th-May 22nd, in case you’re interested 💻🤓: . . #GIVENCHY: ➕ 26,473 posts ➕ 7,873,349 interactions #STELLAMCCARTNEY: ➕4,334 posts ➕2,053,824 interactions . . Congratulations to the Duke & Duchess of Sussex. And congrats to #clairewaightkeller & #stellamccartney for the exquisite gowns 🍾 . . #theultimateinfluencer #royalty #meghanmarkle #royalwedding2018🇬🇧 #fashionindustry #launchmetrics #poweringtheindustry

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Ecco perché, quando si fanno dei paragoni, è fondamentale considerare altri fattori come il volume complessivo del coverage di ciascun evento o il fatto che l’audience dei #TheFerragnez fosse più focalizzata sulla moda (il che forse spiega perché la quota di Dior sul MIV totale sia più alta), mentre l’audience del Royal Wedding fosse ovviamente più ampia e generalista e, quindi, meno concentrata nel citare i brand moda nei post che ha condiviso su quel memorabile giorno.

Speriamo che questo post abbia fatto maggiore chiarezza su come funzioni il Media Impact Value generato dall’audience ma, se così non fosse, non esitate a porci le vostre domande nei commenti in basso!

Rosanna RyanContent & Social Media Specialist

Rosanna è autrice di “The Fashion English Bible”, una guida in Inglese per professionisti della moda di lingua spagnola. Ha studiato fashion allo SCAD e lavorato nel settore a New York, Londra e ora Madrid. Attualmente tiene anche corsi agli studenti di fashion design del Centro per il Fashion Design (Politecnico di Madrid).

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