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Web e influenza: che cosa significa davvero?

Matteo Pogliani

Si parla tanto di influencer, soprattutto sul web, ma troppo spesso senza analizzare in maniera approfondita il vero nocciolo della questione: cosa significa realmente essere influenti? Come ciò condiziona gli utenti e le loro decisioni?

Definire tale fenomeno è un argomento complesso. Servirebbero interi libri, libri di discipline molto differenti, per provarci. Un compito di per sé complicato che lo diventa ancor di più quando lo associamo al mondo digitale. Internet è infatti un ambiente altamente complesso, nella maggior parte dei casi caotico. Un ambiente che diventa però lo scenario perfetto per analizzare approfonditamente gli aspetti che danno origine all’influenza.

Tra i numerosi studi che hanno visto la luce negli ultimi anni reputo davvero interessanti quelli di Didier Heidrich. L’influenza, secondo lo studioso francese ha un preciso modello metodologico fondato su 9 punti. Se i primi sono riconducibili al fenomeno della “pura” influenza nei suoi lati più concreti e perché no, “positivi”, gli ultimi valutano invece meccanismi legati ad aspetti poco etici come la manipolazione.

Web e influenza

Padroneggia l’agenda

Si tratta della capacità di riuscire a mettere un dato tema “in cima alla lista”, rendendolo attuale e interessante. Più l’argomento è in alto più sarà facile far generare conversazioni sullo stesso. Non a caso chi comunica utilizza spesso temi “caldi”, già fortemente discussi. La capacità di un vero influencer sta proprio nel riuscire a portare in cima alla lista un argomento nuovo e fin qui poco trattato.

Convoca

Essere in grado di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione (sito, social, ecc) per raccogliere audience attorno al nostro argomento. L’influencer ha il compito, sfruttando le potenzialità dei contenuti, di tracciare sentieri per indirizzare le proprie cerchie.

Interessa

Proporre un messaggio che sia quanto più comprensibile, stimolante e segmentato rispetto al target. Dobbiamo dar vita a messaggi capaci di rispondere alle esigenze degli utenti, stimolando la loro curiosità e catturando l’attenzione. Un’influenza che potremmo definire “spontanea” «che – come dice Heidrich- fa scattare comportamenti o crea giudizi presso l’attore influenzato sfruttando determinati percorsi mentali».

Abbrevia

In molti casi essere concisi può fare la differenza tra un messaggio vincente o meno. Ciò si traduce nel rendere un messaggio facile e rapidamente assimilabile. Dobbiamo far sì che quello che promuoviamo sia assimilabile e quindi utile. Un concetto difficilmente comprensibile non potrà mai, seppur in termini di contenuto, essere utile.

Legittima

Dobbiamo “parlare” la stessa lingua del nostro target e per far questo è fondamentale rispettare i codici comunicativi di base. Essere troppo originali o alternativi ci espone al rischio di risultare ‘antipatici’ e di conseguenza non attrattivi. Quanto più saremo bravi a rispettare i codici diffusi ed accettati, tanto più il messaggio potrà avere successo.

Colpisce

Un processo che si avvicina alla manipolazione, un processo che si fonda sull’arricchire di dati e prove (anche falsi) il messaggio per aumentarne la credibilità.

Credibilizza

Nella maggior parte dei casi, a fare la differenza non è la qualità del messaggio, ma l’autore, la sua fonte. Un ‘chi’ che diventa più rilevante del ‘come’. Perché un messaggio si diffonda e colpisca i target designati l’autore dovrà essere riconosciuto, sfruttando l’autorevolezza derivante dalla sua posizione. Un messaggio di una persona non conosciuta difficilmente saprà ‘influenzare’.

Facilita

Parola d’ordine “semplificare”. Messaggi troppo “ricchi” non ottengono quasi mai l’attenzione desiderata, risultando complessi. Spogliare di ogni elemento superfluo il messaggio diventa fondamentale.

Molla la presa

Significa accettare un eventuale ‘passaggio del testimone’ mediatica, rinunciando a parte del controllo sul messaggio. Dobbiamo far sì che gli utenti prendano possesso dello stesso, così da condividerlo e renderlo virale.

Ma cosa significa questo in concreto? Quando parliamo di mercati e progetti reali l’influenza diventa molto spesso una questione di riconosciuta (o considerata tale) competenza, una competenza che si combina alla notevole esposizione e alla capacità di amplificare particolari messaggi. Nessuno strano “potere”, quello degli influencer, se non la reputazione (conoscenza + autorevolezza + posizione + capacità relazionali) che spinge la gente a fidarsi di lui, facendone un punto di riferimento da cui attingere considerazioni attendibili e veritiere. Un vero e proprio capitale che rende l’influencer capace di instaurare relazioni solide con le proprie cerchie (ampie o ridotte che siano) e, come un medium, essere canale primario da cui attingere informazioni credibili.

Gli Influencer rappresentano una risorsa per questo appetibile per brand e aziende, molte delle quali da tempo lavorano già per coinvolgerli in progetti e collaborazioni.

Non vi resta che individuare gli influencer più consoni ai vostri obiettivi e creare attività ad hoc.

I vostri competitor sono probabilmente pronti, e voi?

Matteo Pogliani si occupa da anni di social media e comunicazione, in particolare in ambito web. Lavora in Open-Box, un’agenzia, dove con passione, impegno (e tanta pazienza) cerca di sostenere i percorsi di enti, privati e  aziende nel variegato mondo del digitale. Progetti ma soprattutto strategie per instaurare relazioni tra persone e brand e favorire dialogo. Perché solo così il web diventa risorsa e non semplice moda.

Matteo è anche contributor presso.

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