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Lavori in un’Agenzia PR? Ecco i 5 errori da evitare.

Lavorare in un’agenzia PR può sembrare il lavoro dei sogni ma può risultare anche molto più difficile di quanto non sembri. Far sì che i tuoi clienti siano soddisfatti (e fedeli) richiede impegno, creatività e la volontà di essere sempre aggiornati.

Nel nostro ultimo eBook, 10 Modi per Migliorare i tuoi Servizi PR, abbiamo indicato 10 regole da seguire per risparmiare tempo e sfruttare al meglio i tuoi servizi così che la tua agenzia PR possa sopravvivere all’era digitale. Quali sono, invece, le cose che non dovresti fare? Che tu sia un freelance, un digital pr, un membro dell’ufficio stampa di un brand o parte di un’agenzia PR che lavora per moda, lusso e cosmetica, evitare questi 5 errori può fare la differenza.

I 5 errori che un’agenzia PR dovrebbe evitare:

1. Lavorare con gli influencer sbagliati.

Non si può negare che gli influencer siano diventati la chiave per entrare in contatto con i consumatori finali. Questo, però, non vuol dire che tu debba fare ricerche a caso su Instagram sperando di entrare in contatto con qualcuno di loro. Quello che è importante è identificare gli influencer giusti – non solo in base al cliente ma a seconda degli obiettivi specifici di ogni singola campagna. Per esempio, se il tuo cliente vuole incrementare le vendite di un particolare prodotto, potrebbe essere più utile collaborare con dei micro-influencer. Conviene, invece, contattare una celebrity o un macro-influencer se l’obiettivo è aumentare la brand awareness. Scegliere un influencer non adatto al messaggio o all’obiettivo del brand non è solo un investimento sbagliato ma può addirittura danneggiare l’azienda.

influencer

2. Non avere dei digital asset.

Avere dei digital asset facilmente accessibili può semplificare la vita – a te, agli editor, ai blogger…a tutti. Gestire al meglio i tuoi digital asset significa utilizzare un sistema che permetta ai media di trovare e scaricare facilmente immagini e informazioni da una piattaforma centralizzata. Per le rubriche che parlano di trend o altri tipi di servizi per i quali editor e stylist non hanno bisogno necessariamente dei sample, le foto prodotto sono l’ideale e far sì che siano facilmente reperibili aumenta le possibilità di ottenere coverage. Tuttavia, non si tratta solo di avere dei digital asset ma di come presentarli. Inviare dei file enormi non è la soluzione ottimale. Caricare, invece, queste immagini su una piattaforma su cloud permetterà, agli altri, di visionarle facilmente senza appesantire la loro casella di posta e, a te, di essere organizzato e, in alcuni casi, di ricavarne anche degli insight. Per capire come sfruttare al massimo le tue immagini prodotto, dai un’occhiata alla nostra guida allo showroom digitale.

3. Comunicare male via email.

I tempi in cui inviare un pesante PDF a tutta la tua mailing list era una strategia di comunicazione accettabile sono lontani (sempre che sia mai stata una buona tattica di relazioni pubbliche). L’email è ancora uno strumento importante per contattare i giornalisti ma, visto che le caselle di posta di ognuno di noi strabordano quotidianamente, devi utilizzarla in maniera intelligente. Da un lato, è importante un oggetto che catturi l’attenzione. Se non lo è, la tua email potrebbe anche non essere nemmeno aperta. Un buon modo per imparare cosa funziona e cosa no è pensare ad un paio di opzioni e fare un test A/B per capire quale delle due ottenga maggior riscontro. Inviare degli allegati estremamente pesanti è un altro passo falso per un’agenzia PR. Hai presente cosa abbiamo detto sui digital asset? Piuttosto che intasare le caselle di posta delle persone, potresti inserire un link al tuo digital showroom in modo che abbiano accesso ai file che preferiscono.

4. Non personalizzare le proprie proposte.

I referenti PR che hanno lavorato in una agenzia PR riconoscono una proposta generica appena la vedono. Qualche volta queste proposte possono funzionare ma non avranno mai lo stesso successo di quelle attentamente studiate e personalizzate sulle esigenze del potenziale cliente. Prima di tutto, prima di fare qualsiasi proposta, devi capire la situazione e i bisogni del cliente. Quindi è fondamentale fare un’analisi pre-proposta. In quali media sono più citati? Stanno investendo nelle giuste collaborazioni? Qual è la loro strategia sui social? Quando avrai tutte queste informazioni sarai pronto a personalizzare la proposta. Assicurati anche di presentare bene a livello grafico le tue idee per trasmettere al meglio le tue proposte e la tua visione del brand.

5. Non essere capace di mostrare il proprio valore.

Magari lavori quotidianamente dietro le quinte facendo tutto il necessario per essere in linea con il veloce mondo della moda, del lusso e della cosmetica e ottieni anche un coverage sorprendente per i tuoi clienti. Ma ecco il punto: i tuoi clienti non se ne rendono conto. Per loro quello che davvero conta sono i risultati. Ecco perché una reportistica regolare e dettagliata è fondamentale. Report settimanali sul coverage possono offrire ai tuoi clienti una panoramica sulle citazioni su print e online, su quelle sui social media e anche sul reach e l’engagement. Dei report più dettagliati su determinate campagne possono includere anche analisi con i competitor, segmentazioni geografiche e informazioni sulla performance sui diversi canali. Se non sei sicuro di come realizzare degli ottimi report, scarica gratuitamente la nostra guida sui servizi PR. Oltre ad informazioni precise su come migliorare i servizi della tua agenzia PR include un template gratuito che potrai utilizzare per realizzare dei report chiari e concisi per i tuoi clienti.

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