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L’arte delle Fashion Week digitali: le conclusioni emerse dal French Founders Online Summit

Julia Cohen

Con l’avvicinarsi della stagione delle fashion week, senza purtroppo assistere ad alcun segno di rallentamento del virus Covid 19, i brand ed i Fashion Councils hanno dovuto ripensare al modo in cui avrebbero presentato le loro collezioni nel 2020. L’accelerazione digitale ha registrato una crescita senza precedenti  grazie alla pandemia globale,e anche se le restrizioni si sono attenuate, il futuro della moda sembra solidamente evolversi in ‘phy-digital.’ Il nostro CEO, Michael Jais ha partecipato al recente French Founders Summit per parlare con Pascal Morand, Presidente della  Fédération de la Haute Couture et de la Mode, sul processo di creazione della prima settimana della moda digitale di Parigi. Dalla loro conversazione è emerso che il digitale, pur non sostituendo il fisico, consente numerosi vantaggi sia dal punto di vista creativo che logistico. 

New Retail, Smart Retail, How to Reinvent Retail with Technology? da FrenchFounders su Vimeo.

L’arte delle Fashion Week digitali: le conclusioni emerse dal French Founders Online Summit 

I nuovi formati di presentazione rafforzano i legami con i consumatori e la creatività

Michael ha notato che le fashion week digitali stanno permettendo ai consumatori di avere un’esperienza molto più “intima ed una connessione emotiva” con i brand che amano. Le fashion week sono diventate più accessibili, ma il modo in cui i brand hanno scelto di mostrare le loro collezioni, sia attraverso i lookbook video, sia attraverso il digital storytelling o il dietro le quinte, ha permesso loro di costruire legami più forti con il loro target di riferimento.

Costruire valore per il brand è essenziale per le aziende del settore moda che vogliono sopravvivere alle conseguenze del Covid. I consumatori cercano di capire i messaggi del brand, i valori e ciò che il marchio vuole rappresentare, e le fashion week digitali sono un modo per esprimersi attraverso ciò che scelgono di esporre. Per esempio, il designer Yuima Nakazato ha rivelato uno spaccato più intimo del processo che sta dietro alla progettazione e alla commissione dei suoi pezzi. Ciò gli ha permesso di mostrare la dedizione, i dettagli e artigianalità dietro ogni capo, che sarebbero stati difficili da comunicare in passerella. Come ha dichiarato Pascal: “Il fine è di avere un dialogo attraverso l’immaginazione dei designer e dei brand da un lato, e dei clienti dall’altro”.

Il passaggio al digitale rimuove i confini e permette ai brand di soddisfare tutti i loro stakeholder

Pascal ha osservato che, sebbene le settimane della moda si siano aperte al grande pubblico, è comunque essenziale soddisfare importanti stakeholder come i professionisti del settore, i buyer e i contatti con la stampa: “Abbiamo una parte dedicata ai brand, che sono i video e i calendari, ma d’altra parte abbiamo anche un magazine, con una moltitudine di contenuti per i diversi mercati tra cui video del dietro le quinte, concerti, informazioni locali, interviste e altro ancora”.

Non ci sono limiti quando si parla di digitale, e quindi c’è più spazio per i brand per poter lanciare una rete più ampia, senza dover esaurire più risorse. Questo permette, inoltre, di raggiungere contemporaneamente un numero illimitato di mercati chiave, senza dover essere selettivi in termini di chi invitare agli show, o a chi inviare i campioni della nuova stagione. “The Adventures of Zoooom with his friends by Virgil Abloh” ha ottenuto 2.8 milioni di visualizzazioni in meno di quattro giorni su YouTube, più 1.2 milioni su InstagramTV” il che lo rende uno dei video più popolari di Louis Vuitton in tutta la sua storia, dimostrando anche la potenziale portata di queste attività.

La viralità dello show di Louis Vuitton non fa altro che sostenere il continuo cambiamento verso i social media e l’utilizzo di piattaforme digitali per costruire l’hype e raggiungere un pubblico globale. Ciò viene ulteriormente rafforzato, dagli showroom digitali e dalla possibilità di lanciare le collezioni a una miriade di professionisti del settore, in diversi mercati, esattamente nello stesso momento – e allo stesso tempo di tracciare esattamente quali prodotti hanno il maggior numero di download, interesse e attenzione. 

Il futuro è phy-digital

Quest’anno abbiamo assistito al nuovo fenomeno delle fashion week digitali, ma è probabile che, con l’allentamento delle restrizioni, i brand continueranno a dare la precedenza alle esperienze fisiche e agli eventi. Tuttavia, è certo che il digitale è qui per rimanere, e il futuro sarà un mix delle due cose“Abbiamo in programma di mantenere le fashion week digitali in futuro, questo è ciò che sta accadendo con la piattaforma e le persone chiedono contenuti” ha sottolineato Pascal. Questo cambiamento è supportato dall’aumento del 64% dei contenuti online durante il Covid, così come la diffusa accelerazione delle soluzioni digitali in tutti i settori a livello globale.

Non c’è dubbio che questo processo continuerà ad essere abbracciato dai brand di moda, beauty, e lusso – i consumatori sono ora alla ricerca di modi per entrare in contatto con i brand, sia attraverso la comprensione dei loro valori, sia attraverso i contenuti creativi che mettono in circolazione sui loro canali sociali. È probabile che il digitale fornirà ai brand gli strumenti necessari per connettersi con un consumatore moderno in modo più autentico, supportando le risorse fisiche lungo il percorso. 

digital fashion week

Julia Cohen

Julia è una fashion writer e content creator basata a Londra. Frequenta un MSc in Media and Communications alla LSE, studia anche Cinese Mandarino e ha lavorato con diversi brand moda e beauty in UK.

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