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Moda Uomo e Futuro, ecco cosa abbiamo visto a Firenze e Milano

Luca Ferone

A conclusione delle passerelle maschili di Milano e di Pitti Immagine Uomo, dedicati alle collezioni FW 18, proviamo a delineare il futuro della moda uomo e a tirare le fila di quelli che sono stati gli argomenti più chiacchierati della stagione. In entrambe le capitali della moda uomo alcuni topic sono risuonati spesso e possiamo, quindi, ipotizzare che l’evoluzione del fashion si focalizzerà sempre di più su questi aspetti.

Il Digitale e la qualità delle relazioni

Tra le dichiarazioni delle aziende presenti nelle due manifestazioni italiane, il web e il retail online sono sicuramente tra gli argomenti più ricorrenti nell’immaginare la moda uomo del futuro.

Corneliani, che festeggia i 60 anni dalla sua fondazione, ha lanciato a Pitti Uomo la sua nuova piattaforma web. Paolo Roviera, AD dell’azienda dal 2016, ha dichiarato a Pambianco: “Sarebbe riduttivo parlarne solo come di sito e-commerce. L’online e il digitale rappresentano sicuramente una delle sfide e delle opportunità più importanti per chi fa il nostro lavoro; io non credo che il web sostituirà il mondo fisico, credo che chi fa retail anche fisico debba utilizzare l’online come amplificatore del proprio messaggio. Il nostro sito è capace di esprimere i contenuti e i valori di questo marchio, l’obiettivo è quello di fare in modo che ciò che vedete nel sito possa essere ritrovato nei nostri store fisici sia in termini di esperienza che di storytelling.”

Lubiam, invece, sta sperimentando diversamente il web e ha investito nel lancio di una piattaforma online b2b pensata per i clienti diretti, che possono così gestire i riassortimenti più velocemente, controllando in tempo reale la disponibilità a magazzino e procedendo agli ordini anche durante il weekend: un modo, quindi, per migliorare, oltre alle vendite, la relazione con i clienti.

Obiettivi di crescita legati all’e-commerce anche per altri brand al maschile e non solo, tra tutti Dondup, che ha inserito in azienda figure specifiche per spingere l’acceleratore sul digitale e l’e-shop, lanciato nell’estate dello scorso anno, e Lotto, che festeggia 45 anni dalla sua nascita con la seconda stagione della collaborazione con Damir Doma e regalandosi nei prossimi mesi il lancio del suo canale di vendita online.

Sostenibilità per una visione innovativa

45° anniversario anche per Pepe Jeans London che lo celebra però in nome della sostenibilità, tema sempre più attuale nell’industria della moda uomo e non solo. A Pitti, infatti, il brand ha lanciato la rivoluzionaria collezione Pepe JeansXWiser Wash, che utilizza un processo in grado di eliminare l’impiego di pietra pomice e di sostanze chimiche tossiche usate nel lavaggio tradizionale. In questo modo, la decolorazione completa non richiede prodotti corrosivi e necessita di meno di un bicchiere d’acqua, che viene riciclata, limitandone lo spreco addirittura del 99%.

Blauer, invece, scommette per il futuro sulle piume riciclate. Enzo Fusco, patron di Fgf Industry, ha dichiarato a Fashion Magazine:”Siamo i primi in Europa a percorrere questa strada. Ci siamo affidati a un’azienda italiana che dal 1916 ritira stock di piumini usati che disinfetta e immette sul mercato come se fossero nuovi, con un filling power equivalente a quello delle piume nuove. L’idea è utilizzare queste piume per tutta la collezione. Inoltre abbiamo lanciato due capi realizzati con una rivoluzionaria piuma sintetica di DuPont, che viene lavorata come se fosse una piuma naturale e che dà ottimi risultati. Abbiamo capito quanto è importante proteggere il nostro pianeta, per questo, anche con i nylon, usiamo tessuti ottenuti da bottiglie di plastica».

Attenzione all’ambiente anche da Geospirit, tornato alla ribalta con un progetto che guarda alle origini del brand proiettandole nel futuro più contemporaneo. L’azienda ha presentato a Firenze una collezione senza pellicce e con solo piuma proveniente da animali allevati per la catena alimentare, proprio in nome della sostenibilità, con un focus sulle capacità tecniche dell’azienda ma senza dimenticare lo stile.

Natura anche in passerella, come da Ermenegildo Zegna che, nel suo show FW 18 che ha inaugurato la moda uomo di Milano, ha presentato un materiale innovativo, nato da 12 anni di ricerca e sperimentazioni: l’Oasi cashmere, che prende il nome dall’Oasi Zegna di Trivero e ne rappresenta l’espressione maschile più profonda, grazie anche all’utilizzo di tinture vegetali.

Fashion week in trasformazione

Le stesse manifestazioni sono state al centro dell’attenzione per i grossi cambiamenti che stanno vivendo, evoluzioni che non riguardano solo il mercato italiano, come raccontato nel nostro report Data on the Runway.

Nella conferenza stampa di inaugurazione di Pitti Uomo, Claudio Marenza, Presidente di Pitti Immagine e di Confindustria Moda, e CEO di Herno, come riportato da Fashion Network, ha infatti dichiarato che “bisogna parlare di una settimana della moda maschile italiana, con 4 giorni di Pitti e 4 giorni a Milano che si completano in maniera perfetta: deve essere il modo in cui andiamo avanti a collaborare. I grandi marchi della moda stanno unendo le due sfilate uomo e donna, altri si lanciano più sulla parte social, ci sarà una rivoluzione. In tutto questo, la mia considerazione è che i due punti fermi per le settimane della moda saranno Parigi e l’Italia. In Italia per la donna parlo di Milano, ma per l’uomo è un coacervo di due entità. I nostri competitor sono fuori dall’Italia.”

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Gli fa eco Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, che nel presentare la fashion week dedicata alla moda uomo a Moda 24, ha sostenuto:”Certo, negli ultimi due anni il sistema moda è cambiato a ritmi quasi forsennati: una spinta forte l’ha data internet, intesa come e-commerce e social network. Ma c’è molto altro. Nell’uomo ancora più che nella donna i brand sentono di dover trovare modi nuovi di raccontare la loro storia e le collezioni stesse. Una strada può essere lo show co-ed, scelta fatta ad esempio da Gucci e Bottega Veneta, che durante Milano Moda Donna di febbraio porteranno in passerella le collezioni femminile e maschile insieme. Ma la proverbiale creatività italiana sta portando a tante altre soluzioni, quasi artistiche direi.”

Questi sono alcuni argomenti sui quali si è particolarmente concentrata l’attenzione degli addetti ai lavori in quest’ultima settimana. Quali altri aspetti credi caratterizzeranno la moda uomo nel prossimo futuro? Segnalaceli nei commenti in basso.

Luca Ferone

Da sempre appassionato di media, Luca lavora da anni nelle Fashion PR. In Launchmetrics segue le attività di marketing per il mercato italiano. Nel tempo libero, riesce a staccarsi da cinema e serie tv solo per un buon libro o una bella mostra.

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