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Tech on the Runway: Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana

Data on the Runway SS//2018 Report Scopri quali brand e influencer abbiano generato il maggiore impatto online e sui social durante le Fashion Week.
Luca Ferone

Durante la realizzazione del nostro report dedicato alle principali Fashion Week nel mondo, abbiamo interpellato alcuni importanti addetti ai lavori per conoscere la loro opinione sulla situazione attuale e il futuro dell’industria della moda a livello globale. Ecco cosa ci ha raccontato Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana.

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Dal suo punto di vista, qual è la sfida più impegnativa per i brand Italiani oggi?

La sfida più difficile è la sostenibilità: è uno dei pilastri fondanti della strategia della CNMI e lavoriamo costantemente per assicurarci che la sostenibilità possa essere misurata fornendo dati concreti, pubblicando linee guida specifiche, relative alle diverse problematiche, e organizzando un evento di profilo internazionale dedicato a questo argomento, i Green Carpet Fashion Awards Italia.

Dobbiamo preoccuparci delle persone, preoccuparci del pianeta, preoccuparci del futuro dei nostri figli. Tutto è nato da questa idea: noi ci preoccupiamo! Il nostro obiettivo è quello di avvicinare l’intera filiera moda alla sostenibilità, iniziando dai produttori di tessuti, le concerie, gli artigiani, e coinvolgendo tutti i processi, incluso quello creativo, che deve essere a capo di questo metodo sostenibile.

In che modo pensa che la tecnologia e la digitalizzazione abbiano cambiato l’industria della moda?

La digitalizzazione ha modificato la relazione tra i consumatori e le aziende: prima c’erano dei filtri (i buyer, i negozi, la stampa), ma oggi c’è un rapporto molto più diretto tra brand e cliente finale. I consumatori si sentono coinvolti nel lifestyle di un brand e possono essere proattivi nei suoi confronti. I canali di comunicazione tra il brand e il cliente finale non sono più ad un senso ma bidirezionali, perché, in termini di immagine, la diffusione massiccia della comunicazione digitale ha cambiato il modo di vendere il lifestyle del brand e i suoi prodotti: il ruolo chiave oggi lo rivestono le immagini e le attività online.

Il “See now, buy now” conquisterà anche i brand Italiani? Qual è il suo punto di vista su questo fenomeno?

Le aziende di alta qualità sono ossessionate dai loro stessi standard e non penso che il “see now, buy now” sia il modo giusto di garantirli. I designer lavorano per creare il desiderio, il fast fashion per soddisfare dei bisogni.

Personalmente credo che l’instant fashion funzioni meglio per le collezioni streetwear e focalizzate sul prodotto. La faccenda si complica quando c’è una forte guida creativa a sostenere l’estro dei designer.

Il mercato ha bisogno di più tempo per maturare e comprendere il prodotto, e i consumatori hanno bisogno di tempo per metabolizzare ed essere pronti alle nuove creazioni. Lo stesso problema lo riscontrano i brand emergenti che non hanno sufficienti risorse per avviare questo faticoso processo.

Come stanno cambiando le Fashion Week? Come saranno tra 10 anni? 

Vedo un futuro molto fluido con sempre meno regole: la differenza tra le sfilate uomo e donna ormai è davvero minima ed è destinata a scomparire. Le stagioni stesse sono meno rigide e sia le sfilate che le presentazioni non sono più strettamente legate alla stagionalità.

La mission della nostra Associazione è quella di permettere ad ogni brand di raccontare la propria storia nelle modalità più coerenti con la propria visione.

Cosa ne pensa dei nuovi opinion leader che siedono oggi nei “front row” delle Fashion Week? Avranno un futuro?

Viviamo nel mondo della comunicazione. Si condividono le proprie idee, il proprio stile di vita assicurandosi che tutti ne siano coinvolti. Allo stesso tempo, l’offerta di prodotti di qualsiasi tipo è davvero molto ampia. In questo scenario gli opinion leader diventano sempre più importanti. Ci sono sempre stati opinion leader, ma cambiano in base all’epoca, al passo con la comunicazione digitale e web-oriented.

Carlo Capasa Fashion Week

Luca Ferone

Da sempre appassionato di media, Luca lavora da anni nelle Fashion PR. In Launchmetrics segue le attività di marketing per il mercato italiano. Nel tempo libero, riesce a staccarsi da cinema e serie tv solo per un buon libro o una bella mostra.

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