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“Il Web 2.0 è basato sulla qualità del contenuto e sulla conversazione tra le persone” – Intervista a Riccardo Scandellari

Margherita Zama

La settimana scorsa, vi abbiamo proposto qualche citazione di Riccardo Scandellari, blogger e influencer nel settore della comunicazione digitale, nella nostra Mappa della Comunicazione Digitale (se non avete avuto occasione di darci un’occhiata, eccola qui!). Come vi avevamo annunciato, vi propongo oggi l’intervista completa e il suo punto di vista sull’evoluzione delle PR e della comunicazione digitale in generale. Un soggetto di cui aveva già in un articolo precedente!

Una cosa è certa, e ne abbiamo parlato durante il nostro workshop Launchmetrics PR, l’ambiente digitale, che cambia alla velocità della luce, mette alla prova i professionisti della comunicazione, ma permette anche di sviluppare nuove iniziative.

Intervista a Riccardo Scandellari 1

Ciao Riccardo, come credi si sia evoluto il lavoro di chi fa comunicazione negli ultimi 5 anni?

Enormemente! Faccio solo un esempio: nel 2009 è uscito in Italia l’iPhone, il primo vero smartphone e l’anno successivo hanno fatto la loro comparsa i tablet. Oggi quasi la metà delle visite ai siti online arriva attraverso questi piccoli oggetti portatili e più della metà delle persone che utilizzano un social network vi accede attraverso di essi.

Alcuni anni fa, parlavamo di PR. Ora è il contenuto che ci permette di comunicare l’azienda?

Il WEB 2.0 è basato sul contenuto e sulla conversazione che si sviluppa tra le persone. Sono questi gli strumenti attraverso i quali si diffonde un messaggio e si viralizza un contenuto. Alcuni blogger hanno community molto ampie e ora fanno concorrenza ai classici media.

Per quanto riguarda gli Influencer: conta di più l’aspetto qualitativo piuttosto che quello quantitativo, quando si considera il tipo di persone che attraggono (community)?

L’influenza personale di un blogger o personaggio della rete non è mai casuale. Solitamente questi personaggi ottengono l’aggregazione di un pubblico ben definito e verticale sugli argomenti di cui trattano. Mi spiego meglio: coinvolgere un “influencer” specializzato nel food per utilizzarlo in ambito tecnologico è sicuramente meno efficace rispetto ad un blogger che abbia già un pubblico sull’argomento.

Cosa si aspettano gli influencer/blogger o tweeter dalle aziende?

Un blogger con un’amplia community tiene sempre conto della sua reputazione personale e difficilmente si esporrà parlando di un determinato prodotto semplicemente per averlo ricevuto in omaggio soprattutto se questo non lo convince. È sicuramente più utile la sua partecipazione ad un evento organizzato dall’azienda produttrice del prodotto avendo cura di fargli conoscere le logiche che hanno portato l’azienda stessa alla creazione del prodotto che deve pubblicizzare.

Cosa può offrire all’azienda un Influencer? Qual è il suo valore aggiunto?

Il blogger che è riuscito a costruirsi un seguito ha la capacità di parlare ai lettori e, se pubblica una recensione, ha la capacità di posizionare il contenuto nei risultati del motore di ricerca rendendo l’operazione un investimento.

In che modo contattare i “nuovi” influencer? Nello stesso modo in cui ci si relaziona con i giornalisti?

Non cambia molto a mio avviso. Come i giornalisti, così anche i blogger sono in attesa di un buon contenuto di cui parlare. Inviare un comunicato stampa anonimo non serve. Sempre meglio stabilire un contatto personale prima di inviare un contenuto o un prodotto in prova.

I comunicati stampa stanno morendo? Quali caratteristiche dovrebbe avere un comunicato stampa per essere utile ad un influencer?

I comunicati stampa sono UTILI, perché costituiscono la base di un articolo. Qualsiasi blogger sa che non può utilizzare la modalità copia-incolla con i comunicati stampa ma sa anche che sono un ottimo punto di partenza per scrivere un post.

E, al contrario, cosa non dovrebbe esserci in un comunicato stampa?

Il comunicato stampa non dovrebbe essere un PDF e dovrebbe tenere ben separate le informazioni aziendali da quelle del prodotto/servizio: le autocelebrazioni non servono, mentre sono decisamente più utili dati tecnici e ottime foto.

Le reti sociali: possiamo usarle per fare pubbliche relazioni?

Sono nate per questo 😉

Quanto è importante la misurazione dei risultati in comunicazione? Perché?

Qualsiasi azione promozionale deve essere misurata per comprenderne l’efficacia e per avere un parametro di valutazione sulla base del quale decidere le azioni successive. Quando si coinvolgono diversi personaggi della rete bisogna misurare l’efficacia delle singole uscite per capire quali siano gli elementi da tenere più in considerazione successivamente.

Un consiglio che ti sentiresti di condividere con i professionisti della comunicazione?

La costruzione di una community e di un seguito deve basarsi sul contenuto della propria azienda ma deve anche prevedere la condivisione di quello dei concorrenti e dei leader del settore. Questo vi pone ad un livello più alto e non darete l’impressione di temere la concorrenza. Generosità e rispetto sono gli atteggiamenti vincenti nelle conversazioni, sia nel reale che nel virtuale.

Una previsione sulle tendenze nel settore della comunicazione per il 2015?

Prevedo che il video e il visual saranno sempre più apprezzati dal grande pubblico B2C. Nel B2B sono sempre i contenuti di ottimo livello accompagnati da un buon networking a fare la differenza tra le aziende che sapranno emergere rispetto a quelle che non avranno capito l’opportunità delle conversazioni digitali.

Ringraziamo Riccardo per aver risposto alle nostre numerose domande e vi diciamo “A presto” per nuove interviste! 🙂

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