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7 Momenti Imperdibili della Paris Fashion Week FW19 | di Jessica Michault

Luca Ferone

Il mese dedicato alle settimane della moda si è concluso alla Paris Fashion Week  FW19 con una serie di sfilate strabilianti, emozionanti e commoventi. Jessica Michault, la nostra VP Industry Relations, ti offre questa veloce sintesi dei momenti più importanti. Non soltanto un excursus dei dati più significativi della Paris Fashion Week FW19 ma anche la classifica dei top brand in base al nostro Media Impact Value™ (MIV™)!

7 Momenti Imperdibili della Paris Fashion Week FW19

1. L’Addio della Moda a Karl Lagerfeld

Non si può negare che quando è arrivato da Chanel, nel 1983, Karl Lagerfeld ha risvegliato la più bella addormentata del mondo della moda. Durante i suoi 35 anni nella maison, non l’ha riportata solo di nuovo in auge ma ha reso il brand Chanel sinonimo dello chic francese e, facendolo, è diventato familiare a tutti. Per la sua ultima collezione prêt-à-porter, prima di lasciarci, Lagerfeld ha scelto di portare i suoi ospiti in un villaggio delle Alpi; questo spettacolo ha ottenuto un sorprendente MIV di $11.2 milioni e oltre 3.8 milioni di engagement, posizionandosi come il secondo show alla Paris Fashion Week FW19 in termini di impatto.

Sulla passerella innevata, Cara Delevigne, una delle modelle preferite di Lagerfeld, ha aperto la sfilata in un completo che riassume perfettamente l’heritage che Lagerfeld lascia a questo brand. Il completo in tweed a quadri bianco e nero e il cappotto, indossato con un’ampia scollatura ricoperta di perle, è insieme sofisticato e moderno. E la Delevigne lo ha indossato come avrebbe dovuto; perché Lagerfeld ha sempre voluto creare abiti per donne che sapessero dove andare. Alla fine della sfilata, proprio come in una mattina immacolata dopo che una nevicata notturna ha trasformato il mondo, l’audience era senza parole e incantato. La moda non sarà mai più la stessa.

2. Saint Laurent Conquista la Notte

Il designer Anthony Vaccarello ha svelato una collezione di Saint Laurent che è stata una festa per i sensi. La sua presentazione è stata una dimostrazione di quanto possa essere potente uno show quando set, colonna sonora e stile si fondono in un tutt’uno. Contro una parete di specchi illuminata con un gioco di luci, perfettamente a ritmo con la musica coinvolgente, le modelle uscivano vedendo il loro riflesso camminargli incontro, come se venissero proiettate nel futuro. E questo futuro sembra molto luminoso in Saint Laurent.

Soprattutto se si pensa alla parte finale della sfilata in cui le modelle indossavano abiti disegnati per brillare al buio. I loro look da sera e accessori scintillanti erano così luminosi che le modelle stesse quasi sparivano alla vista, facendo sembrare i vestiti fluttuare sulla passerella e le modelle dei fantasmi alla moda. Tutto per una collezione che conferma fortemente la leadership di Vaccarello nella gara degli outfit perfetti per i party di lusso. Quello di Saint Laurent è stato il 4° show per buzz alla Paris Fashion Week FW19, dopo Chanel e Off-White.

3. Celine Traccia un Bilancio

Hedi Slimane è tornato al Celine del passato per il suo ultimo show per il brand. Non parliamo di #oldceline ma delle radici borghesi, dai tardi anni ’70 agli inizi ’80. Pensiamo a Lauren Hutton, Marisa Berenson, Cheryl Tiegs o Gia Carangi. Modelle che amavano indossare culotte, gonne a pieghe al ginocchio, stivali alti in pelle, sciarpe logate e lussuosi abiti dorati per le notti passate ballando allo Studio 54.

Essendo un designer sempre pronto ad offrire ai social media il loro momento fashion, Slimane ha dato il via al suo show con una modella in una scatola luminosa calata lentamente dalle travi della location sulla passerella dove ha iniziato a camminare senza indugio, come in missione. E Slimane è sembrato anche lui in missione. Conosciuto per il suo amore per il vintage, ha puntato l’obiettivo di rendere il suo Celine un’ode ai primordi di questo brand. Una scelta che ha funzionato molto bene per questa stagione.

4. La Lettera d’Amore di Valentino

Dopo una strabiliante sfilata per la haute couture, il designer Pierpaolo Piccioli ha presentato una collezione ready to wear tutta dedicata all’amore. Dal libro di poesie d’amore intitolato “Valentino on Love” (posizionato sul seat di ciascun ospite), al messaggio d’amore del poeta Robert Montgomery nella scritta luminosa sul backdrop della passerella, alle potenti immagini della scultura di un abbraccio tra amanti, diventata leitmotif della collezione: tutti questi elementi si concentravano sull’emozione più forte al mondo – l’Amore.

Anche trovare un grande partner con il quale collaborare è una sorta di storia d’amore ed è uno spazio creativo nel quale Piccioli si sente molto a suo agio. Ha collaborato per anni con Maria Grazia Chiuri da Valentino, prima che lei passasse da Dior, e, per questa stagione, ha lavorato di nuovo (dopo averlo fatto per l’ultima collezione uomo di Valentino) con Jun Takahashi di Undercover. Insieme hanno dato vita a stampe di rose, poesie e immagini celestiali che decoravano vestiti, abiti da sera e cappotti. Tutto realizzato per una collezione che traboccava amore. La sfilata di Valentino si è posizionata al 7imo posto per MIV alla Paris Fashion Week FW19.

5. Stella McCartney

Da molto tempo Stella McCartney si batte per una moda sostenibile e amica dell’ambiente. Ma questa stagione ha raddoppiato i suoi sforzi per realizzare abiti visivamente di grande impatto ma con il minor impatto possibile per il pianeta. A questo scopo ha confezionato alcuni dei suoi outfit utilizzando dei tessuti riciclati dalle passate collezioni per creare dei motivi grafici sulla scollatura di un abito o assemblare il bellissimo cappotto patchwork del finale. Ha scelto la viscosa utilizzata nella collezione da una foresta sostenibile certificata in Svezia e accessori fai-da-te, come i lunghi orecchini fatti di graffette e le collane fabbricate con gli elastici, dimostrando anche come si possano realizzare degli oggetti bellissimi praticamente dal nulla.

Ma, oltre ai vestiti, la McCartney ha sfidato i suoi ospiti, inclusa Oprah Winfrey, a sostenere il suo progetto per la conservazione della foresta pluviale. Chiedendo loro di dedicare un albero ad una persona amata per aiutare a far conoscere l’ecosistema Leuser, in Indonesia, a rischio per l’abbattimento di 150 milioni di alberi all’anno per la realizzazione di tessuti. Il tutto per uno show che ci ha fatto sentire bene oltre ad essere pieno di look molto belli. La sfilata eco-friendly di Stella si è classificata 10ima tra quelle con il più alto MIV.

6. Dior

Da Christian Dior la designer Maria Grazia Chiuri continua a focalizzare la sua moda sul potere delle donne. Utilizza la sua passerella come piattaforma per educare e informare le donne sulle grandi artiste e attiviste donne della nostra epoca. Questa volta, prima ancora che la sfilata iniziasse, ha scelto l’artista concettuale italiana Tomaso Binga, una donna che utilizzò un nome maschile per firmare i suoi lavori negli anni ’70 come protesta visiva allo strapotere maschile nell’arte, per leggere una poesia in Italiano sul femminismo che vince sul patriarcato. Nel frattempo, immagini del suo corpo nudo rappresentavano le lettere dell’alfabeto su tutte le pareti della location della sfilata.

Il primo look apparso in passerella, con la sua t-shirt stampata con il messaggio “Sisterhood is Global”, si riferiva ad un’altra femminista, Robin Morgan, presente alla sfilata. Il messaggio è il titolo del suo libro legato alla seconda ondata femminista. La scelta della Chiuri di accendere un riflettore sulle leader del movimento femminista ad ogni stagione è stata davvero un successo. Insieme alle sue creazioni, sempre allo stesso tempo fashion e funzionali, vestiti che funzioneranno sempre più quando saranno indossati, questa è stata la ragione che ha permesso a Dior di dominare la Paris Fashion Week FW19 con il MIV più alto, $17.4 milioni!

7. Haider Ackermann

In futuro, quando il mondo della moda guarderà indietro allo stile di questo decennio, una delle principali conclusioni sarà quanta contaminazione c’è stata. Non sta sparendo solo l’idea degli abiti stagionali ma anche quella dei trend. Ma, cosa ancora più importante, c’è un diluirsi dei codici visto che streetwear e sartoriale si stanno mescolando in un nuovo stile sartoriale ibrido. Questo dipende anche dal fluidificarsi dei generi e nessun altro designer sa solcare questo confine come Haider Ackermann. Cosa che ha dimostrato perfettamente con la sua ultima collezione, un mix di modelle e modelli, con makeup naturale e capelli tirati all’indietro esattamente allo stesso modo, tanto che fosse quasi impossibile distinguere chi avesse il cromosoma y e chi no. Ancora meglio, i look sembravano perfetti qualsiasi modello li stesse indossando. Questa idea di intercambiabilità degli abiti e, in un certo senso, dei generi è davvero attuale.

Haider Ackerman

 

Guarda l’intera collezione su GPS Radar e accedi alle gallerie di immagini scaricabili di tutte le altre collezioni della Paris Fashion Week FW19 e di tutte le altre settimane della moda nel mondo cliccando su questo link.

Header photo: Celia Abejón

Luca Ferone

Da sempre appassionato di media, Luca lavora da anni nelle Fashion PR. In Launchmetrics segue le attività di marketing per il mercato italiano. Nel tempo libero, riesce a staccarsi da cinema e serie tv solo per un buon libro o una bella mostra.

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