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Media Impact Value™. Di Cosa Si Tratta Esattamente?

Lisa Avvocato

Ultimamente le parole Media Impact Value™ sono spuntate un po’ dappertutto. La Repubblica ha sottolineato come il matrimonio di Chiara Ferragni abbia generato $36 milioni in Media Impact Value. Mentre Harper’s Bazaar ha riportato il successo di Victoria Beckham che alla London Fashion Week ha fatto registrare un MIV™ quasi doppio rispetto a Burberry. Magari vi state chiedendo: cos’è il Media Impact Value™?

Analizziamo Meglio l’Algoritmo del Media Impact Value

Il Media Impact Value è un algoritmo brevettato da Launchmetrics per misurare l’impatto di placement e citazioni sulle varie voci del settore Moda, Lusso e Cosmetica (MLC).

Questo significa che quando Rihanna crea scalpore al Met Gala vestita come il Papa, Priscilla Ono (la makeup artist che ha realizzato questo look sorprendente) può confrontare l’impatto media su print, online e social, mentre Maison Margiela può calcolare l’impatto totale generato dal proprio abito sui diversi tipi di media come giornali, media di proprietà, influencer e partner.

I brand possono anche scoprire il buzz generato dalle celebrity che hanno indossato le loro creazioni rispetto a quello ottenuto dagli altri brand. Per esempio, mentre Rihanna è stata la celebrity più chiacchierata durante il Met Gala, Versace (che ha vestito Kim Kardashian) è stato il brand che ha ottenuto maggior buzz, generando $16.7M in MIV rispetto ai $3.3M di Maison Margiela.  

Questa formula unica è stata studiata per confrontare i risultati tra diverse voci, vari canali, diversi tipi di media, periodi di tempo, prodotti, regioni e molto altro. Questo permette alle aziende di paragonare i risultati realizzando confronti incrociati per valutare meglio cosa stia performando bene e cosa no.

Come viene calcolato?

Ecco una veloce sintesi di cosa si celi dietro al Media Impact Value e di come venga calcolato.

Il MIV è stato sviluppato per affrontare alcune delle sfide tipiche del settore MLC quando si tratta di misurare le performance.

Il confine tra media pagati, di proprietà e ritorno editoriale è diventato sempre più labile, come quello tra print, online e social. Per esempio: come possiamo confrontare un tutorial di Clio Makeup con un post sponsorizzato o con un post del brand sui propri profili social? E come possiamo paragonare un placement nel numero di Settembre di Vogue con un backstage alla MFW postato nelle loro Instagram Story?

 

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Per non parlare di reach ed engagement che ci offrono una visione limitata se si tratta di misurare i risultati. Un influencer con un engagement rate estremamente basso non ha lo stesso impatto di un post sull’account Instagram del tuo brand. La qualità conta, specialmente quando si tratta di misurare il valore di un post.

Quali elementi include la formula?

Il MIV tiene conto di quattro criteri principali: reach, tariffe media, qualità del media e qualità del contenuto.

Il valore base è calcolato utilizzando i classici valori di reach e tariffe media. Viene poi corretto in base alla qualità totale della mention. Questo garantisce che i placement su fonti più di rilievo vengano valutati con un valore maggiore rispetto a quelli su fonti meno interessanti.

La qualità del media si basa sia sulla rilevanza che sull’autorevolezza della fonte. Per esempio, i media che trattano in particolare argomenti relativi a Moda, Lusso e Cosmetica hanno un valore maggiore rispetto ai siti che parlano di argomenti corporate o di quelli di news. Inoltre, le mention da parte di influencer molto conosciuti o di pubblicazioni autorevoli hanno un impatto maggiore rispetto ai tabloid o a fonti meno note.

La qualità del contenuto tiene conto delle metriche di engagement (es. il numero di like e di condivisioni) e anche di fattori come immagini o video e il numero dei brand citati. Un editoriale monografico dedicato all’ispirazione di una collezione ha molto più valore di una singola immagine in una photogallery dedicata ad un Red Carpet.

media impact value

Uno screenshot della photogallery di Vanityfair.it

I controlli sull’autenticità, effettuati sia sui contenuti che sulle fonti, garantiscono inoltre che le mention provenienti da fonti “spam-like” ricevano un valore minore o vengano eliminate. Questo include tutto quello che viene postato con eccessiva frequenza (in modo che quel contenuto si perda nella confusione dei post) o quegli indicatori più evidenti come #follow4follow.

Scarica il nostro documento sul MIV per scoprire tutti i fattori che vengono calcolati dal nostro algoritmo.

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Lisa AvvocatoVP Product Marketing

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