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#BBmoment | Come 5 Brand Hanno Reso i Loro Prodotti Beauty Virali

Julia Cohen

Negli ultimi anni l’industria del beauty è esplosa, i nostri feed si sono riempiti di video “how to”, tutorial di makeup e un numero sconfinato di maschere per il viso. I beauty influencer dominano i social media con “guru” come Jeffree Star che raduna circa 15 milioni di follower solo sul suo canale YouTube. Ogni giorno vengono rilasciati prodotti beauty virali che vengono filmati e dei quali si parla tanto – tutto grazie alle strategie di digital marketing dei brand: ecco il focus della seconda puntata della nostra serie #BBMoment. Come può un detergente diventare il Santo Graal dei prodotti beauty o una maschera per il viso un trend virale? Abbiamo realizzato una lista di 5 prodotti beauty virali e ti spieghiamo come la strategia digital li abbia aiutati a diventare tali.

5 prodotti beauty virali grazie alla strategia digital

Il Milky Jelly Cleanser di Glossier

Una delle cose che Glossier sa fare alla grande è dare valore ai clienti. La fondatrice del brand e del beauty blog “Into the Gloss”, Emily Weiss, ha dato vita ad un trend sui social media invitando i fan a postare immagini delle mensole dei loro bagni con l’hashtag #igtopshelfie (l’hashtag al momento registra oltre 37.4K post). Dopo aver notato che nessuna di queste immagini ritraeva dei detergenti, Glossier ha iniziato a sviluppare il Milky Jelly Cleanser. Dall’inizio alla fine, la campagna ha interagito fortemente con i clienti in un modo intelligente per creare buzz all’interno della community di Glossier. Si tratta di un elemento sul quale il brand conta molto per ogni lancio di campagna visto che il 79% delle sue vendite nel 2017 è stato organico e peer-to-peer.

La strategia digital di Glossier si focalizza principalmente sui micro-influencer e sul passaparola. Il brand ha il suo esercito di ambassador, costituito dai suoi fan, che promuove quello che l’ex presidente di Glossier, Henry Davis, definisce come un “ecosistema fatto di persone”. La loro strategia digital per creare dei prodotti beauty virali sfrutta le relazioni che hanno coltivato nel tempo, basandosi sugli used-generated content per i loro prodotti creati dagli utenti, come il Milky Jelly Cleanser. Come afferma Davis, “quando i tuoi amici dicono ‘lo devi provare’, tu ascolti. Non riuscirai mai a comprare una credibilità simile con tutta la pubblicità e i migliori creativi del mondo.”

 

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Il Blur Stick di Milk Makeup

Milk Makeup è orgoglioso di sostenere l’inclusività nel mondo del beauty e questa campagna, ideata per il prodotto che ha reso famoso il brand, non fa eccezione. Presentato come un “filtro Snapchat per la tua faccia”, il Blur Stick di Milk è stato il prodotto beauty protagonista della loro campagna #BlurTheLines. Il progetto ha visto la collaborazione del fondatore di “Very Good Light”, David Yi, e ha fatto parte della serie di Milk Makeup “Live Your Look”. Il Direttore Creativo Georgie Greville e Yi hanno incluso “il maggior numero possibile di tipologie di genere con un focus sugli individui fluidi”.

#BlurTheLines ha dato voce a quelle persone che spesso non vengono considerate dall’industria del beauty, incoraggiando i follower a postare le proprie foto mentre utilizzavano il Blur Stick con gli hashtag creati da Milk. Insieme a questa strategia UGC, Milk Makeup ha collaborato con alcuni beauty influencer uomini come Thomas Halbert per promuovere il popolare prodotto beauty. Solo il suo video sul Blur Stick ha raggiunto oltre 170mila visualizzazioni. 

La Glittermask di GLAMGLOW

La Glittermask di GLAMGLOW è stata praticamente creata per i social media. Grazie ad una campagna digital, questa maschera peel-off è stata immessa sul mercato puntando principalmente sulle collaborazioni con influencer e i giveaway su Instagram. Durante il periodo di lancio il valore media ottenuto da GLAMGLOW ha registrato un incremento del 54% anno su anno. Il successo è da attribuirsi principalmente alla capacità del prodotto di essere perfetto per i contenuti video. Il beauty influencer Jeffree Star ha raggiunto un totale di 2.2 milioni di visualizzazioni per la sua review del prodotto e il brand è apparso in 89mila video nelle ricerche organiche di YouTube.

Anche se ha registrato i migliori risultati con le collaborazioni con influencer, GLAMGLOW ha anche una sua community social di “Glambassador” ai quali chiede spesso di generare contenuti per aumentare la propria visibilità sui social media. Inoltre, il brand si impegna molto per l’engagement e per rispondere ad ogni conversazione avviata sui social dai propri clienti in modo da preservare la propria community online e la sua autenticità.

La collaborazione tra Morphe e James Charles

La collaborazione tra uno dei brand cult amato dai beauty influencer, Morphe Cosmetics, con James Charles ha dato vita ad uno dei giorni migliori dell’e-commerce del brand fino ad ora. La strategia pubblicitaria di Morphe si è basata principalmente sull’influencer marketing. Come risultato del lancio della palette James Charles x Morphe il traffico del loro sito è più che raddoppiato. Questo iconico prodotto beauty è stato promosso principalmente dallo stesso influencer, riducendo i costi pubblicitari per il brand, ed è stato ampiamente pubblicizzato sul suo canale YouTube, che ha oltre 15 milioni di iscritti.

I vantaggi derivanti da una campagna digital strettamente legata ad un All-Star influencer come James Charles sono chiaramente visibili confrontando l’engagement rate della pagina Instagram @morphebrushes. I post che vedono protagonista Charles raggiungono una media di circa 600K like rispetto agli altri che si attestano intorno ai 100-200K. Inoltre, 3 delle 5 top keyword associate alle ricerche organiche per Morphe Cosmetics includono le parole “James Charles”.

Il Coffee Scrub di Frank Body

Se vuoi un esempio perfetto di come gli user generated content possano davvero costruire un brand dal nulla, dai un’occhiata a Frank Body. L’azienda australiana è probabilmente nota per la sua strategia di marketing e branding estremamente efficace tanto quanto per il suo famoso scrub al caffè. Per promuovere il suo iconico prodotto beauty, Frank Body ha sfruttato la strategia degli hashtag brandizzati per raggruppare in maniera coerente contenuti e advertising. Prestando attenzione soprattutto ai Micro-influencer, il brand ha distribuito campioni invitando le persone a postare i propri selfie con lo scrub utilizzando gli hashtag “letsbefrank” e “thefrankeffect”. Il co-fondatore Jess Hatzis, parlando della loro strategia di digital marketing, ha affermato:”Abbiamo una strategia di UGC dichiarata sin dal primo giorno e oggi abbiamo oltre 100K immagini create dai clienti che vivono sotto i nostri hashtag brandizzati”.  

Come brand, Frank Body ha una sua personalità e posta contenuti rivolti ai Millennials, dai meme alle storie aspirazionali e di successo legate al coffee scrub. Associandosi a Micro-influencer locali e promuovendo uno stile irriverente, colloquiale e riconoscibile, Frank Body è stato in grado di creare un rapporto di fiducia con i suoi consumatori. Questo ha permesso al brand di generare un alto volume di User Generated Content e, in questo modo, un piccolo investimento di $5000 si è trasformato $20 milioni di vendite.

Nel mondo del beauty sembra esserci un’evoluzione verso strategie digital sviluppate tenendo bene a mente il consumatore. Mentre alcuni brand approfittano delle enormi audience che beauty influencer come James Charles possono coinvolgere nelle loro operazioni promozionali, l’attuale domanda di trasparenza da parte dei brand trova risposta nelle strategie basate sugli Used Generated Content, che mettono il cliente al centro del marketing. Creare delle community intorno al brand favorisce le raccomandazioni tra pari e regala autenticità ai prodotti, facendo diventare i beauty brand e le loro creazioni cult o virali.

Se vuoi saperne di più sullo scenario marketing nell’industria del beauty, scarica la tua copia gratuita del nostro report Beauty Redefined.

beauty redefined

*Header Image by @glamglow

Julia Cohen

Julia è una fashion writer e content creator basata a Londra. Frequenta un MSc in Media and Communications alla LSE, studia anche Cinese Mandarino e ha lavorato con diversi brand moda e beauty in UK.

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